Regione Piemonte - Città Metropolitana di Torino
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Servizi ai cittadini

INFORMAZIONI SUGLI IMPIANTI TERMICI (RISCALDAMENTO, STUFE, CAMINETTI)

Scheda: TROVI  TUTTE LE INFORMAZIONI COMPLETE NEGLI OPUSCOLI ALLEGATI E SUL SITO DELLA CITTA' METROPOLITANA http://www.cittametropolitana.torino.it/cms/ambiente/risorse-energetiche/impianti-termici/esercizio-manutenzione CHE COSA S’INTENDE PER IMPIANTO TERMICO  Un impianto termico è un sistema tecnologico finalizzato a riscaldare o a raffrescare gli ambienti di un edificio, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione, accumulo e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici: - i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate; - gli apparecchi mobili per il riscaldamento o il raffrescamento, ossia non installati in modo fisso alle pareti o al soffitto. -  Le cucine a legna (es. putagè) , e gli apparecchi di cottura, quale che sia il combustibile da esse impiegato;  Come si classifica un impianto termico Un impianto termico può essere classificato in base alla potenza (maggiore o minore di 35 kW), alla tipologia di utenza servita (civile abitazione o altro), alla tipologia di climatizzazione fornita (estiva/invernale) o al numero di utenze servite. In quest’ultimo caso si parla convenzionalmente di: • impianti individuali: singola utenza (di norma con potenza < 35 kW) • impianti centralizzati (in genere condominiali): due o più utenze che ripartiscono la spesa dell’energia utilizzata. Installazione e modifica degli impianti termici La ditta installatrice all’atto dell’installazione dell’impianto deve:
  • Rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DM 37/2008)
  • Compilare on-line il Libretto di climatizzazione
  • Compilare e rilasciare il primo Rapporto di controllo di efficienza energetica (vd. scheda n. 6)
  • Eseguire l’analisi di combustione (rif. art. 8 D.P.R. 74/13 )
  • Nel caso di nuova installazione l’installatore compila il libretto di climatizzazione e provvede alla sua trasmissione telematica sul Catasto Impianti Termici entro i 60 gg. successivi.
Cosa devo fare per sostituire una caldaia Rivolgersi sempre ad una impresa abilitata ai sensi del D.M. 22 gennaio 2008 n. 37 la quale al termine dei lavori DEVE rilasciare al committente la Dichiarazione di Conformità. Se l’impianto è ad acqua calda e supera la potenza di 35 kW, è necessaria la pratica di cui al DM 1/12/1975, pratica ex ISPESL (ora INAIL). Inoltre se l’impianto supera la potenza di 116 kW è necessaria una pratica antincendio. IMPIANTI A BIOMASSA LEGNOSA (STUFE, CAMINETTI) Sono impianti termici anche le stufe e i caminetti (esclusi gli apparecchi di cottura vd. 1.1.2). Dal 01/10/2019 è vietato installare in tutti i Comuni del territorio regionale generatori di calore alimentati da biomassa legnosa con prestazioni emissive inferiori a “quattro stelle” (Riferimento normativo DM 186/2017). Dalla stessa data in tutti Comuni appartenenti alle zone “Agglomerato di Torino”, “Pianura” e “Collina” così come individuati nella D.G.R. n. 41-855 del 29 dicembre 2014, è vietato l’utilizzo dei generatori di calore esistenti alimentati da biomassa legnosa aventi prestazioni emissive inferiori alle “tre stelle”. N.B. IL COMUNE DI GIAVENO SI TROVA NELLA ZONA “COLLINA” Sono esentate dal suddetto divieto di utilizzo le unità immobiliari in cui il generatore di calore a biomassa di potenza nominale inferiore a 35 kW sia l’unico sistema di riscaldamento presente. Ai sensi della D.G.R. 9-2916 del 26/02/2021 a partire dal 1 marzo 2021 in tutti i Comuni appartenenti alle zone “Agglomerato di Torino”, “Pianura” e “Collina” così come individuati nella DG.R. n. 41-855 del 29/12/2014, nei giorni in cui il cosiddetto “Semaforo antismog” è in stato Arancione o Rosso è vietato l’utilizzo dei generatori di calore esistenti alimentati da biomassa legnosa aventi prestazioni emissive inferiori alle “cinque stelle”. Lo stato del semaforo antismog è consultabile sul sito di Arpa Piemonte  https://webgis.arpa.piemonte.it/protocollo_aria_webapp/ e della Regione Piemonte nella sezione 'Qualità dell'aria in Piemonte' alla voce Protocollo operativo antismog. Dal 1 ottobre 2018 vige l’obbligo di utilizzare, nei generatori di calore a pellets di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, pellets “DI ALTA QUALITA’” che siano realizzati con materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legno vergine, di sughero vergine, granulati e cascami di legno vergine, non contaminati da inquinanti e sia certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un Organismo di certificazione accreditato, nonché l’obbligo di conservazione della documentazione pertinente da parte dell’utilizzatore. CANNA FUMARIA La stufa a pellet è una delle soluzioni più ricercate per risparmiare sul riscaldamento facendo anche una scelta ecologica. Tuttavia esistono delle norme di sicurezza da rispettare sullo scarico dei fumi. La normativa che riguarda l’installazione e la manutenzione della stufa a pellet presentano delle regole ben precise che interessano anche le caratteristiche della canna fumaria: la sua collocazione, i limiti di inclinazione, forma e misure, il tipo di apparecchi a cui può essere collegata e persino la distanza rispetto a dei materiali che possono prendere fuoco. La canna fumaria comprende il canale da fumo, il camino e il comignolo. Secondo la la classificazione UNI EN 13501-1 la canna fumaria deve scaricare a tetto e i materiali utilizzati (regolamentati e standardizzati da delle norme specifiche) devono essere di classe A1 (non combustibili) e riportare il marchio CE. Il canale da fumo, cioè la parte che collega la stufa al camino;
  • deve essere sempre coibentato e ispezionabile;
  • deve permettere il recupero della fuliggine e la pulizia;
  • deve avere adeguata tenuta ai prodotti della combustione e delle condense.
Il camino deve essere adibito a uso esclusivo dello scarico dei fumi e deve rispondere alle caratteristiche di tenuta rispetto ai prodotti della combustione come temperatura, pressione, fuoco di fuliggine e corrosione ma anche possedere un’adeguata resistenza all’umidità e alle sollecitazioni meccaniche. Il comignolo deve essere posizionato in modo da garantire la dispersione e la diluizione dei prodotti della combustione al di fuori della cosiddetta zona di reflusso, zona in cui è possibile la formazione di contropressioni. Cosa devo fare per realizzare una canna fumaria 
  • se devo realizzare una nuova canna fumaria esterna all’immobile devo rivolgermi a un progettista che presenterà una CILA.
  • Se sostituisco, rinnovo, riparo il comignolo o terminale a tetto per mettere a norma l’impianto termico posso presentare una comunicazione facoltativa di edilizia libera
  ESERCIZIO DEGLI IMPIANTI TERMICI Periodo di esercizio degli impianti Il periodo di accensione dell’impianto di riscaldamento dipende dalla fascia climatica in cui ci troviamo. Nei Comuni della fascia pedemontana e di pianura, in zona climatica E, gli impianti possono essere accesi solo nel periodo 15 ottobre – 15 aprile e per un massimo di 14 ore giornaliere (salvo nei casi di deroga previsti dal DPR 74/2013). In zona F, dove si collocano i Comuni montani, gli impianti possono essere accesi tutto l’anno La temperatura massima degli ambienti La temperatura, in caso di riscaldamento di un edificio, non deve superare:
  • 18°C + 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili;
  • 20°C+ 2°C di tolleranza per tutti gli altri edifici.
Nel caso di climatizzazione estiva, la temperatura non deve mai essere minore di 26°C - 2°C di tolleranza per tutti gli edifici. Fanno eccezione gli edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e assimilabili. Ai sensi della D.G.R. n. 9-2916 del 26/02/2021 a partire dal 1 marzo 2021 nei giorni in cui il cosiddetto “Semaforo antismog” è in stato Arancione o Rosso vi è l’introduzione del limite a 18°C per le temperature medie nelle abitazioni, negli spazi ed edifici commerciali, negli edifici pubblici fatta eccezione per le strutture sanitarie. Lo stato del semaforo antismog è consultabile sul sito di Arpa Piemonte  e della Regione Piemonte nella sezione 'Qualità dell'aria in Piemonte' alla voce Protocollo operativo antismog.
Ufficio di competenza:AREA TECNICA
Allegati: 2021_OPUSCOLO_IMPIANTI_TERMICI
2022_GUIDA_COMPLETA_CALDAIE